Uomini di Dio

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Un film di Xavier Beauvois | Drammatico - 2010 - Francia - 120 minuti

Con Lambert Wilson, Michael Lonsdale, Olivier Rabourdin, Philippe Laudenbach

"Emozionante" è il primo aggettivo che viene in mente durante la visione di questo film lento e silenzioso. Un film di paura e preghiera, di timore e di fede, di uomini e di Dio, appunto.   Sullo sfondo di un'Algeria che mostra ancora vive le ferite risalenti alla colonizzazione francese, ecco il resoconto di una storia vera che (continua...) - «alelazzari»
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Trama

Otto monaci cistercensi francesi vivono in armonia con la popolazione musulmana. Vicini agli abitanti del villaggio, partecipano attivamente alla vita della comunità. Quando un gruppo di lavoratori stranieri viene massacrato, il panico si impadronisce della regione. I monaci provano ad andare avanti come se niente fosse cambiato, ma l’atmosfera si fa sempre più tesa. Quando accettano di curare alcuni terroristi, le autorità francesi protestano, ma i confratelli sono tutti d’accordo: rimarranno, a qualsiasi costo.

Trailer film Uomini di Dio

In collaborazione con Filmtrailer.com

4 commenti su Uomini di Dio

alelazzari scritto il 25-10-2010 alle 18:21

Votazione:

Questione di fede

"Emozionante" è il primo aggettivo che viene in mente durante la visione di questo film lento e silenzioso.

Un film di paura e preghiera, di timore e di fede, di uomini e di Dio, appunto.

 

Sullo sfondo di un'Algeria che mostra ancora vive le ferite risalenti alla colonizzazione francese, ecco il resoconto di una storia vera che mostra come la fede sia una questione personale e collettiva allo stesso tempo, e come sia necessario metterla a confronto con il nostro prossimo, chiunque egli sia e quali che siano i suoi intenti verso di noi, al fine di capire quanto essa sia solida.

 

E nell'andare a fondo nella propria fede, nell'imminenza dell'ora più dura, tutti si scoprono uomini come mai era loro accaduto prima.

 

Una vera emozione.

 

 

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Ripley scritto il 28-10-2010 alle 20:08

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... ma soprattutto uomini

Una bella sorpresa questo film del regista francese Beauvois, che non conoscevo e che in Italia è molto poco distribuito. La storia è tratta da una vicenda realmente accaduta nel 1996, di cui sono stati protagonisti un pugno di monaci francesi pacificamente integrati nella comunità musulmana dove aveva sede il monastero. Anzi, loro stessi anima e sostegno del piccolo villaggio.

 

Il film ha la forza, la semplicità e la radicalità di questa esperienza religiosa e umana che i monaci vivono quotidianamente. Il regista commuove senza strafare, emoziona senza mai cedere alla retorica, fa di un episodio storicamente connotato una riflessione con riferimenti alla situazione contemporanea. Ma non fa la morale né intesse discorsi, non aggiunge nulla ai volti di questi monaci e alla loro esperienza. Bastano le loro facce alla camera di Beauvois: non eroi ma essere umani pieni di dubbi e paure che si aiutano ad affrontare un momento terribile e cruciale.

 

Si sentono e si vedono la lezione di Rossellini nella spoglia umanità di questi uomini, quella di Dreyer nella lirica essenziale e asciutta dello sguardo, da qualche parte, nelle pieghe del dolore, sembra di scorgere perfino Bresson ... Beauvois non ha la raffinatezza e il valore ineguagliabile di questi maestri ma compensa con l'onestà del suo rigore, fatto di cuore e profondità.

 

P.S. Peccato non avere tradotto letteralmente "Di uomini e dei": titolo più evocativo, rispettoso della tesi del film che condanna proprio gli estremismi di certi uomini di Dio per mostrare che un'altra fede e un'altra convivenza sono possibili.

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ElenaFarneseCinemaLab scritto il 01-11-2010 alle 23:39

Votazione:

Voi siete Dei, siete tutti Figli dell'Altissimo (Salmo 81)

Uomini di Dio. Bellissimo.L'ho guardato con gli occhi dell'analisi, attenta a cogliere i dettagli tecnici scelti dal regista, il tipo di inquadratura, i piani sequenza, campo e controcampo, anche perchè consapevole di doverne fare la scheda didattica ad uso delle scuole. Ma tanta attenzione è stata ripagata. Raccontare la fede,il martirio, la testimonianza, senza un minimo di retorica, senza scadere nell'oelografica, e con tanta precisione, ma anche partecipazione, gettando uno sguardo intenso sulla storia recente ma anche sulle sfaccettature delle vite interiori di questi monaci, uccisi in Algeria nel 1996, non è impresa da poco. Un pulizia delle immagini, la scelta ripetuta del piano sequenza, inquadratura fissa per le scene di preghiera, ma con un folgorante cambio di prospettiva solo per la notte di Natale: sempre con la telecamera alle spalle dei monaci, guardando l'altare, nella preghiera dei salmi di ogni giorno, dall'altare guardando i monaci nella preghiera della notte di Natale. Forse a raccontare, attraverso questa scelta stilistica, di quell'incarnazione di cui frate Christian da una bellissima definizione. Come la musica, sempre solo quella corale dei monaci in preghiera, tranne in un momento: quello finale, di quella che potremmo definire la loro "ultima cena", in cui uno splendido lago dei cigni di Ciajcovskij fa il suo ingresso trionfale, quasi a testimonare l'impossibilità dei monaci a cantare con le loro labbra l'amore di e per Dio, ora che di questo amore e del sacrificio fino alla morte che esso richiede, hanno assunto una piena consapevolezza. Semplicemente bello, dentro e fuori

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alp2000 scritto il 21-11-2010 alle 23:57

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L'ho trovato decisamente buono

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