



(4 stelline da 4 voti)
Un film di Terrence Malick | Drammatico, Fantasy - 2011 - Stati Uniti - 138 minuti - [sito ufficiale]
Con Brad Pitt, Sean Penn, Jessica Chastain, Joanna Going, Fiona Shaw
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Trama
Dal leggendario regista Terrence Malick, autore di classici del cinema come La Rabbia Giovane, I Giorni del Cielo e La Sottile Linea Rossa, un nuovo attesissimo film, suggestivo nella visione ed emozionante nel racconto. Ambientato negli anni ’50, THE TREE OF LIFE è un affascinante romanzo di formazione che esplora le vicende di una famiglia americana, gli O’Brien (Brad Pitt e Jessica Chastain) e del loro figlio maggiore Jack (Sean Penn da adulto) dall’innocenza dell’infanzia alle disillusioni dell’età adulta raccontate attraverso lo sguardo potente, visionario e simbolico di Malick.
Votazione: 




Enorme.
La vita, il senso, il dolore, la speranza.
Enorme.
Bellezza allo stato puro nella lirica delle immagini.
Enorme.
Mistico, spirituale, denso, coraggiosamente eccessivo.
Enorme.
Filosofico, commovente, morale, definitivo, umano.
Da vedere, rivedere, ripensare, rivivere. Perché questo non è solo un film, è un'esperienza completa e complessa. Non riesco a dire di più: Malick firma il capolavoro del nuovo secolo e lo regala al cinema e a tutti noi. IMMENSO.
Votazione: 




Questo è un film talmente alto che si rischia la vertigine in ogni momento. Non me la sento di gridare subito al capolavoro, devo rivederlo, metabolizzarlo. Dopo la visione di 2001 ebbi subito la sensazione di aver toccato il cielo, di aver visto qualcosa tipo il FAUST di Goethe, qui l'approccio è stato meno spontaneo, forse non sono pronto io o forse c'è qualcosa di forzato nel film, o meglio nell'esperienza, perchè chiamarlo film è, comunque la si pensi, riduttivo.
Votazione: 




Dopo aver letto tanti commenti entusiasti, mi chiedo se non sia io a non aver capito nulla di questo film...
Ad esempio, la scena dei dinosauri: sicuramente ha un significato ed io non l'afferro; se qualcuno potesse offrirmene un'interpretazione gliene sarei grato. Lo dico davvero, senza polemica.
Per il resto, che dire? Che Malick, nel 1998, ha realizzato un capolavoro intitolato "La sottile linea rossa". Nel 2005 ha cercato di raggiungere gli stessi vertici con "The new world" senza andarci neanche vicino. Anzi, annoiando parecchio con un susseguirsi interminabile di immagini e discorsi fuori campo al limite dello stucchevole, nella ricerca del lirismo ad ogni costo.
Con questo film ci prova ancora una volta ed il risultato, secondo me, non si discosta di molto.
Suggestivo, in certi momenti di grande effetto, ma alla fine trovo che la noia regni sovrana.
L'importanza di riconciliarsi col passato, con il padre tirannico, con il lutto non elaborato per il fratello morto giovane... Tutto rispettabile, ma la mia impressione è che il regista abbia scomodato i massimi sistemi dell'universo per sviscerare concetti risaputi.
Ma, ripeto, forse sono io che non ho capito nulla...