



(3 stelline da 2 voti)
Un film di Roberto Faenza, Filippo Macelloni | Documentario - 2011 - Italia
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Trama
"Autobiografia non autorizzata" dedicata a Silvio Berlusconi che "Comunque la si pensi, al di là dei meriti per cui lo osannano e dei demeriti per cui lo disprezzano, è uno strepitoso personaggio della commedia dell'arte, capace di offrire miriadi di spunti per un'avventura cinematograficamente immaginabile..."
Un film documentario che va sul sicuro, che monta ad arte ciò che già si è detto e ridetto nei telegiornali e nei talk-show.
Chi è contro Berlusconi non apprenderà nulla di nuovo, chi lo appoggia rimarrà certamente della sua idea.
Un'operazione del tutto inutile di cui nessuno sentiva il bisogno. Come per "Potiche", non metto nessuna stella perché non so cosa farmene.
Votazione: 




Stessa impressione di Ale: niente di nuovo, soprattutto per chi avesse già seguito, per esempio, le "crociate" della Guzzanti o le tappe letterarie di Travaglio. L'idea non è quella di attaccare frontalmente Berlusconi, ma di fare un collage del migliore (o peggiore!) repertorio delle sue uscite di volta in volta imbarazzanti, scandalose, dispotiche, illegali ... Così viene ripercorsa la sua parabola di vita e carriera con una voce fuori campo che commenta utilizzando i suoi interventi: a volte è lui stesso a parlare in qualche intervista o uscita pubblica, più spesso è Neri Marcorè a imitarlo, ma sempre citando fedelmente.
Il risultato è vivace, a volte divertente in quanto ridicolo, quasi sempre irritante. Perché chi va a vedere questo film la pensa già decisamente contro, e non ha bisogno di dati già visti, già sentiti, già ingoiati con rabbia. Si tenga conto che con il taglio scelto - quello di evidenziare la figura di un pulcinella furbastro, del peggior italiota possibile, mediocre, fanfarone, piazzista con il potere di ipnotizzare le masse - si sorvola bellamente sull'elemento mafioso (appena accennato con Dell'Utri), sull'episodio Mondadori e Guardia di Finanza, sull'esecrabile exploit al Parlamento Europeo contro il deputato Schultz ... allora oltre che inutile il film diventa anche superficiale.
Un dubbio: non è che ci siamo già arresi? L'impressione è quella di un gioco alla presa in giro divenuto ormai abituale, un cliché, quasi un riflesso condizionato che non fa nemmeno il solletico al potere. Ci siamo così abituati a Silvio, siamo ormai così convinti che non se ne possa uscire (perché questa è l'impressione che si ha alla fine di questi film) che non ci resta che alimentare il gioco? Confezionato su misura per chi già la pensa come noi. Una specie di variazione sul tema, la cover di una canzone che amiamo, conosciamo a memoria e che ci cantiamo tra amici in gita dalla realtà.
Votazione: 




....riscaldata e rimescolata, anzi VISTA e RISENTITA: un collage delle più note (o quasi) performance di Silvio. Di sicuro delle peggiori, a mio avviso (d'altronde, x quanto mi riguarda, di semplicemente decenti non ce ne ha mai propinate!)
Però....è troppo divertente sentire Marcorè che, come voce fuori campo, racconta la storia di Mr B imitandolo!