



(5 stelline da 8 voti)
Un film di Jane Campion | Drammatico - 1993 - Australia - 121 minuti
Con Holly Hunter, Harvey Keitel, Sam Neill, Anna Paquin
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Trama
Ada, muta dall'età di sei anni, giunge in Nuova Zelanda, sposata per procura con Stewart, un piccolo possidente. Con lei ci sono la figlioletta Flora, i bauli, l'amatissimo pianoforte. Che diverrà l'occasione per avvicinarsi a Baines, un bianco che vive come un Maori. Trai due comincia una sorta di gioco erotico e infine una vera e propria relazione. Il tutto sembrerà sfociare verso la tragedia ma ... Uno dei film più sontuori e visionari della Campion, uno dei pochi esempi cinematografici di sguardo femminile consapevole sull'eros. Splendido uso dei paesaggi neozelandesi e musica ipnotica di Michael Nyman. Palma d'oro a Cannes (ex-aequo con "Addio mia concubina") ed Oscar per la protagonista Hunter, la piccola Anna Paquin e la sceneggiatura della Campion.
Votazione: 




La storia di Ada, del suo matrimonio per procura con annessa spedizione nella selvaggia Nuova Scozia di fine '800, la sua relazione di sensi e d'amore con un semi-selvaggio innamorato e la sua "liberazione": sono gli elementi narrativi di un film che è molto più di questo racconto, di una passione amorosa o di un viaggio nel cuore di una donna rinchiusa nel proprio silenzio.
Il capolavoro di Jane Campion è un miracolo di perfezione formale e passione che brucia sotto gli scomodi e complicati vestiti d'epoca, li strappa furiosi o trova pertugi per rivelarsi con eleganza carnale e sensuale. E' forma che diventa contenuto, elemento fondamentale perché una qualsiasi opera possa definirsi arte. La Campion vola dentro lo chignon arrocchito sulla nuca di Ada e le foreste cupe e ventose del su animo con un unico movimento di macchina. Tocca corpi ruvidi, sprofonda nel fango ma poi fa danzare una scena di tentata violenza – bella da togliere il fiato - come se Ada fosse un ramo in preda al vento. I colori luminescenti, saturi e gonfi di una terra selvaggia si risvegliano nell'animo soffocato della protagonista. Hanno la voce di un piano che pesca dal profondo turbamenti oscuri e dolci malinconie.
E' lo sguardo della Campion il vero racconto. Il suo rigore e la sua passionalità fisica passano attraverso la bellezza di una messa in scena sublime per arrivare all'anima attraverso il cervello e la carne. Una su tutte la sequenza della “punizione” di Ada, dove si concentrano molti dei temi estetici del film: al ralentie Ada si accascia nel fango sotto la pioggia, il dito zampilla sangue scuro (la fotografia esalta il blu e il grigio), lo sguardo attonito fisso lontano. E poi di spalle, minuta, dentro la gonna che si gonfia ad ingoiarla...lirismo e fisicità in una sintesi di eleganza formale e furore.
Il resto completa l’opera: attori da urlo con Holly Hunter che centra la parte della vita, Michael Nyman che firma la strepitosa colonna sonora e ne fa l’altro imprescindibile personaggio del film. Per un capolavoro finora insuperato nella carriera della Campion.
E, giusto se interessa a qualcuno, il mio film della vita.