



(4.5 stelline da 6 voti)
Un film di Giorgio Diritti | Drammatico, Storico - 2009 - Italia - 117 minuti - [sito ufficiale]
Con Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Claudio Casadio, Greta Zuccheri Montanari, Stefano Bicocchi, Eleonora Mazzoni, Orfeo Orlando, Diego Pagotto, Tom Sommerlatte, Bernardo Bolognesi, Stefano Croci, Zoello Gilli, Germano Maccioni, Tim Jacobs
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Trama
Inverno, 1943. Martina ha 8 anni, vive alle pendici di Monte Sole, non lontano daBologna, è l'unica figlia di una famiglia di contadini che, come tante, fatica asopravvivere. Anni prima ha perso un fratellino di pochi giorni e da allora ha smesso diparlare.Nel dicembre la mamma rimane nuovamente incinta.I mesi passano, il bambino cresce nella pancia della madre e Martina vive nell'attesa delbimbo che nascerà mentre la guerra man mano si avvicina e la vita diventa sempre piùdifficile. Nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1944 il piccolo viene finalmente alla luce.Quasi contemporaneamente le SS scatenano nella zona un rastrellamento senzaprecedenti, che passerà alla storia come la strage di Marzabotto.
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L'uomo che verrà è, pur nella tragicità del fatto che racconta, la strage di Marzabotto, un film pieno di poesia. La poesia che deriva dalla vita popolare e contadina, dalla saggezza della gente semplice che sa cogliere le cose essenziali della vita, di una vita dura, difficile ma che sa regalare nonostante tutto delle gioie come la nascita di un bimbo, anche quando l'uomo si trasforma in un mostro, quando perde nel vero senso della parola la sua umanità. Ho apprezzato ed ammirato il racconto della vita rurale nelle colline emiliane, mi sembrava di vedere prendere vita i racconti di mia nonna. La fatica dei contadini nel lavoro, nello sfamare la propria famiglia "allargata", che all'epoca aveva un significato molto diverso da come viene intesa oggi, nella difficoltà di vivere dignitosamente. La famiglia era il fulcro di tutto, il punto di riferimento, il centro degli affetti veri. E poi la guerra con le sue contraddizioni, la sua crudeltà, la sua cecità. Un film che ti resta dentro, che ti colpisce al cuore e allo stomaco. Molto bella la scelta di far parlare i personaggi in dialetto emiliano. E' un film che tutti dovrebbero vedere, soprattutto i ragazzi perchè è uno spaccato importante della nostra storia da cui dovremmo trarre insegnamento.
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DAVID DI DONATELLO PER MIGLIOR FILM DELL'ANNO!!!!! Sono veramente contenta per questo meritatissimo premio!!!! Il film è un capolavoro!!!!
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Veramente un bel film, che cresce con lo sbobinarsi delle scene. Personaggi ottimamente ritratti sia fisionomicamente che per i dialoghi. Inoltre un’ottima fotografia, aspetto rilevante per un film italiano. Non adatto a chi cerca spensieratezza, qui si deglutiscono bocconi amari!
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Giorgio Diritti vince la sfida difficile di portare sullo schermo una storia orribile e vergognosa ma potenzialmente patetica, a forte rischio di rappresentazione retorica: da classico film di denuncia che spesso abdica al discorso formale per puntare tutto sul contenuto. Il film è interamente recitato in dialetto emiliano (tanto da richiedere i sottotitoli) e nella prima parte rende decisamente omaggio a Ermanno Olmi e al suo Albero degli zoccoli.
La vita quotidiana dei contadini dlle colline del bolognese viene ritratta realisticamente con tutte le sue durezze come un canto popolare e umanissimo ritmato dalle stagioni e dal bisogno. All'interno di questo faticosissimo equilibrio la guerra è un corpo estraneo di volenza e insensatezza, che costringe le persone piùumili e "normali" a lottare, non tanto per ideologia quanto per proteggere i propri cari e la propria terra da quello che non capiscono e che li minaccia.
E così, pur conoscendo la storia, la tragedia arriva inaspettata come nelle vite dei protagonisti, perché non è possibile, non ha senso, non è di questo mondo. Diritti asciuga tutto, la paura, le urla, i suoni delle armi e delle voci nemiche. Non regala nulla al patetismo perché non ne ha bisogno: il lavoro precedente, la realistica e al tempo stesso lirica immersione nel mondi dei personaggi, ci ha già coinvolto ed amplifica l'emozione, l'orrore, la rabbia.
Attori bravissimi (e una sorprendente piccola protagonista che gareggia con nomi ben più blasonati) sono il valore aggiunto a un bellissimo film di racconto e poesia, fatto di oggetti, lavoro, vite: non è solo la narrazione della Storia ma delle storie e delle persone che ne sono state travolte, fatte di carne, sangue e sentimenti. Meritatemente premiato con il David di Donatello, il film è imperdibile.