



(4.5 stelline da 3 voti)
Un film di Guido Chiesa | Biografia, Drammatico, Storico - 2011 - Italia - 103 minuti
Con Ahmed Afiene, Djemel Barek, Fadila Belkebla, Carlo Cecchi, Giorgio Colangeli, Fabrizio Gifuni, Jerzy Stuhr
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Trama
La storia di una ragazza vissuta nella Galilea di duemila anni fa: Maria di Nazareth. Grazie a lei, con la nascita del figlio Gesù, si inaugura un nuovo corso nella storia dell'uomo. Le domande sollevate sono più che mai all'ordine del giorno e riguardano il nascere, il crescere, l'educare i figli, il ruolo della donna nella società, il senso della parola amore, in una prospettiva squisitamente femminile. Maria è la donna capace di seguire il proprio istinto, esaltato dalla condizione di madre, in un sano equilibrio con la razionalità, anche a costo di sottrarsi alla legge e alla società, come farà poi il figlio. In questo, secondo gli autori, sta la sua modernità. Nel proprio percorso, Maria è sostenuta dalla presenza discreta di Giuseppe, il patriarca “che si fa da parte” o, come vuole l'etimologia del suo nome, “aggiunge”, rinunciando al primato maschile.
Votazione: 




Emozionata, direi quasi folgorata da questo film da cui non mi aspettavo nulla e che invece mi ha dato moltissimo. Liberiamo subito il campo da facili pregiudizi che anch'io avevo. Intanto, a dispetto del nome, Chiesa non è credente e la sua produzione precedente è garanzia di originalità, coraggio e talvolta addirittura anarchia. Questo non è un film mariano nel senso classico del termine né la solita ricognizione sull'infanzia del Dio-uomo, ma una originale e radicale visione della storia della salvezza che diventa storia di una "buona educazione".
Chiesa parte da un assioma strepitoso: Dio non è un altro uomo, una terza persona diversa da noi che ha qualche particolare caratteristica per dono dall'alto, ma un bambino (intelligente, vivace, sensibile quanto si vuole) uguale a tutti gli altri che è stato educato ad essere diverso. Il vero miracolo, dicono i magi che sono venuti a cercare un principe prodigioso, potrebbe essere proprio questo: una madre che crede in suo figlio.
E' Maria la figura centrale di tutto il film: una ragazzina simile a tutte le altre, ma che è stata educata ad essere libera e generosa da sua madre e fa altrettanto con il figlio. Che va contro certe regole non perché sia più colta o intelligente o consapevole, ma solo perché, dal momento in cui diventa madre, sono altre le regole che deve rispettare: l'amore e la cura per suo figlio, sapendo che è un individuo con la sua libertà e personalità.
Chiesa racconta una storia stupefacente, laicissima ma portatrice di un valiore spirtuale alto e dirompente, semplice eppure enorme nella sua intuizione. E lo fa immergendola nel quotidiano e in un realismo che a volte sa penetrare la carne e i gesti dei personaggi: attori tunisini che nell'originale recitano in arabo (gli italiani hanno parti minori), oggetti, passi, le giornate scandite dal lavoro e dalla vita di tutti i giorni. E ancora madri, donne, scene forti di maternità fatte di carne e sorrisi, la forza di un legame naturale e misterioso ad un tempo che rende queste donne tenute sottomesse capaci di una saggezza nuova, moderna e rivoluzionaria.
Non ho i requisiti per dirlo ma se posso consigliare il film a qualcuno in particolare lo consiglio volentieri alle mamme, soprattutto se giovani. E a chi, come me, di solito fatica a riconoscere nella figura tradizionale di Maria un riferimento femminile vicino alla propria esperienza. Perché Chiesa fa un regalo a credenti e non con un film emozionante, radicale, infine liberatorio.
Votazione: 




Potremmo tranquillamente dare un titolo anche alla locandina: "Madonna col Bambino", come se fosse un quadro del Rinascimento, rappresentazione a cui siamo più abituati.
Finalmente una Maria "terrena", senza sguardi strasognati o angustiati, e senza le fattezze di una bambola di porcellana bionda.
Ogni cosa è ritagliata su misura d'uomo: il bambino di Elisabetta, che "sussulta nel grembo" all'arrivo di Maria, diventa un puro e semplice "Senti come scalcia?"; uno Zaccaria, che si ammutolisce per il prodigio di un angelo, diventa un uomo meditabondo in conflitto tra quello che il cuore desidera e i doveri della tradizione...
Tutto è umanamente trasposto, senza l'alone del soprannaturale.
La rivoluzione del messaggio evangelico ha origine da Maria, una donna, anzi, una bambina, che va contro corrente, senza chiasso, nè arroganza, con un bel sorriso "pieno di grazia". E alla fine, ti ritrovi a pensare che Gesù sia stato così speciale perchè alle spalle ha avuto una mamma speciale, oltre ad un buon cuore in cui poter seminare la bontà di Dio (e non la "bontà" delle tradizioni).
Bellissima la scena dei sapienti venuti da lontano (che nell'iconografia classica possiamo riconoscere nei Re Magi): il momento in cui si ritrovano a discutere delle loro ricerche e scoperte riguardanti il "re bambino" è illuminante! (la scena è sottotitolata perchè discorrono in greco antico, la lingua universale del tempo).
Consiglio questo film a tutti, atei compresi, perchè non è "patinatamente catto-simpatizzante", e perchè la misericordia e il perdono non sono appannaggio del solo Cristianesimo (come magari qualcuno ci vuole far credere....spesso razzolando male!)
Con un bel po' di presunzione, lo consiglio ancora di più a tutti quei bigotti (che molto probabilmente non si riterranno tali) che credono di essere dei "buoni cristiani" (nel senso più moderno e contemporaneo del termine)....ritengo che possa dare a loro una piccola lezione di umiltà...ma anche una buona dose di conforto, e non di oppressione.