Into the Wild

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Un film di Sean Penn | Avventura - 2007 - USA - 148 minuti

Con Emile Hirsch, Vince Vaughn, Kristen Stewart, William Hurt, Catherine Keener, Marcia Gay Harden, Zach Galifianakis, Jena Malone, Hal Holbrook, Haley Ramm

È la storia di un incosciente presuntuoso, questo bisogna dirlo. Perché Chris MacCandless rischiò di morire diverse volte, passando in canoa sotto una chiusa, attraversando il deserto a piedi, sfidando le rapide più pericolose senza avere nessuna esperienza. La fortuna (che dicono aiuti gli audaci) lo ha sempre salvato ma alla fine il suo ego fuori (continua...) - «alelazzari»
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Trama

La vera storia di Christopher McCandless. Dopo aver conseguito la laurea nel 1992, Christopher decide di abbandonare ogni cosa per andare a vivere tra i ghiacci dell'Alaska.Dopo aver vissuto in quel paese per quattro mesi, il suo corpo viene ritrovato senza vita in un autobus abbandonato in un accampamento isolato.

6 commenti su Into the Wild

Ripley scritto il 04-11-2010 alle 7:10

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Dalle nostre terre estreme

Into the Wild è uno di quei film che riesce ad essere grande cinema e insieme esperienza oltre i confini della sala. Uno Sean Penn in stato di grazia dietro la camera si impossessa di una storia estrema e trova la misura per entrare nell'esperienza del protagonista. Con lo stesso rigore e lirismo che la caratterizza, la stessa radicale umanità e libertà.

Nel suo viaggio di ricerca Chris taglia i ponti ma non scappa da qualcosa. Va verso se stesso tentando di arrivare al fondo di ciò che è e che vuole. Cerca il contatto profondo con la natura e il mondo che lo circonda. Si scava intorno silenzio e solitudine per fare il vuoto dentro di sé e lasciare spazio solo a ciò che è essenziale, che non gli soffoca il cuore e la mente. Sean Penn compie la medesima operazione dal punto di vista stilistico: libera il suo film ad esplorare, scorrere e interiorizzare gli spazi estesi del viaggio dentro il nostro sguardo e il nostro respiro. Con una capacità sorprendente di abbattere le barriere mentali.

Il cinema degli anni '70 (di cui Penn anche in altre occasioni dimostra di essere debitore) ha spesso tentato la rappresentazione del viaggio liberatorio, la rottura degli schemi sociali e la ricerca di altri valori da contrapporre alla società consumistica ... ma Penn riesce ad andare oltre la semplice protesta o fuga fine a se stessa. Dà immagine e suono ad un desiderio/bisogno talmente profondo e radicale da diventare, pur nei connotati personalissimi del protagonista, universale e proprio di ogni essere umano. Come fosse la prima volta nella vita di tutti e non solo di Chris.

La storia vera di Christopher MacCandless è un tesoro che Penn non spreca, anzi aiuta a comprendere nella sua complessità, oltre quella che poteva apparire come pura follia. Ogni elemento del film è perfettamente "in parte": attori, ambiente naturale e, come poche altre volte sul grande schermo, la colonna sonora di Eddie Vedder ... davvero voce dell'anima di Chris, come del deserto e della neve, del cielo, del fiume e degli occhi che Chris incontra per strada, fin dentro ogni singolo spettatore. Malinconica, libera, fondamentale.

Si cammina, si cerca, si lavora con Chris in questo film. Si sente lo stesso bisogno di spogliarsi di ogni catena e inutile sovrastruttura (sia essa denaro, bisogno, legame anche affettivo) per riconquistare altri legami e altri incontri. In una verità nuova, capace di far sentire anche noi veri e riconciliati. Ci si spinge dove non si è mai arrivati, nelle terre estreme del Nord e dei nostri desideri purificati, fino al punto di non ritorno. Dal capolavoro di Sean Penn non si torna indietro.

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alelazzari scritto il 04-11-2010 alle 9:23

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Esemplare

È la storia di un incosciente presuntuoso, questo bisogna dirlo. Perché Chris MacCandless rischiò di morire diverse volte, passando in canoa sotto una chiusa, attraversando il deserto a piedi, sfidando le rapide più pericolose senza avere nessuna esperienza. La fortuna (che dicono aiuti gli audaci) lo ha sempre salvato ma alla fine il suo ego fuori scala è stato punito dalle terre estreme.

 

Sean Penn è semplicemente grande nel dare voce a tutte le figure coinvolte in questa storia, lascia a tutti lo stesso spazio e la stessa dignità.

 

Ed è infatti struggente assistere alla sofferenza dei genitori, che tanto hanno sbagliato nei confronti dei figli ma che, non per questo, si sentono meno lacerati dal vuoto della perdita.

 

Allo stesso tempo fa parlare la sorella di Chris che è la voce narrante, e lascia che lo spettatore giudichi da solo le cose giuste che lei dice e, soprattutto, quelle sbagliate ("A volte sono arrabbiata con lui perché è andato via senza dirmi niente, ma so che mi voleva abbastanza bene per sapere che soffrivo, quindi va bene così")... Va bene cosa? Non va bene niente, che diritto aveva di farle questo? Si è reso colpevole dello stesso egoismo dei suoi genitori, punto.

 

E poi c'è lui, Chris, carico dei suoi libri, del suo egocentrismo, della sua smania di essere qualcos'altro rispetto agli altri. Ma non sapeva nemmeno lui che cosa. Sapeva di non voler diventare uno yuppie, di volersi mettere alla prova, ma non sapeva perché... L'ha scoperto troppo tardi, quando in punto di morte ha capito che la felicità va condivisa, che non è frutto dell'isolamento estremo.

Perché gli altri, nella nostra vita, sono importanti. Sono importanti anche quando ci sembrano banali e non all'altezza del nostro tormento interiore. Anche quando sono semplicemente i tuoi genitori che non ti capiscono, o la tua limitata sorellina a cui vuoi bene ma che non ti sembra meriti di essere a parte dei tuoi progetti.

Gli altri sono importanti, anche quando sono solo un campagnolo che ti spiega come essicare la carne. E Chris avrebbe dovuto imparare da questo campagnolo, farsi insegnare da lui, aver la pazienza di vederlo all'opera, non cercare di essicare la carne da solo fin dalla prima volta, pensando che bastassero i suoi  ridicoli appunti e le sue grandi idee.

 

Perché alla fine il cervo che lui ha ucciso è morto inutilmente, come lo stesso Chris è morto inutilmente, e la carne di entrambi è marcita, solo questo è rimasto...

 

C'è tutto lo spazio delle terre estreme a disposizione di questa esemplare lezione.

 

Memorabile.

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alp2000 scritto il 06-11-2010 alle 15:57

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non me ne vogliate, è un film che non ho mai capito e ho sempre tifato per l'orso ;-)

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cribeppe scritto il 08-01-2011 alle 1:23

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al di là del film

questa storia, interpretata col giusto valore assolto, e semplicemente istruttiva ed esemplare.... racchiude i classici erori dei genitori con le classiche conseguenti decisioni (sbagliate dei figli)....  il voler trabordare di cultura e perdere di vista i principi fondamentali.... isolarsi dalla società per non esserne schiavo e diventare schiavi di un ideale....

tutto raccontato in modo favoloso tramite una storia vera, di un ragazzo che speriamo abbia vissuto un sogno, svegliandosi prima di morire.

 

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silvia scritto il 11-01-2011 alle 21:33

chi ha notizie sulla colonna sonora ?

ciao

mi piacerebbe avere notizie sulla  colonna sonora di questo film

 

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nicky73 scritto il 12-01-2011 alle 11:03

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Rispondo a Silvia in merito alla sua richiesta di informazioni sulla bella colonna sonora di questo meraviglioso film!

Le canzoni sono state scritte da Eddie Vedder, cantante dei Pearl Jam.

 

Ti segnalo questo link dove troverai informazioni interessanti.

 

http://www.pearljamonline.it/intothewild/intothewildindex.htm

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Nella cineteca di 4 persone

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