Il Gioiellino

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Un film di Andrea Molaioli | Drammatico - 2011 - Francia, Italia

Con Toni Servillo, Sarah Felberbaum, Remo Girone, Brett McClelland, Walter DeForest, Fausto Maria Sciarappa, Lino Guanciale, Renato Carpentieri, Luca Canale Brucculeri, Gianna Paola Scaffidi, Vanessa Compagnucci, Lisa Galantini

Penso che Oliver Stone dovrebbe prendere esempio da Andrea Molaioli. Un film come “il gioiellino” sarebbe una bella lezione per il regista americano su come si affronta un tema scottante come la finanza malata che sta avvelenando l’economia globale. Stone, infatti, sull’argomento è riuscito soltanto a realizzare due filmetti fiacchi e sopravvalutati, pieni di (continua...) - «alelazzari»
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Trama

La Leda è una delle maggiori aziende agro-alimentari del Paese: ramificata nei cinque continenti, quotata in Borsa, in continua espansione verso nuovi mercati e nuovi settori. Quello che si dice un gioiellino. Il suo fondatore, Amanzio Rastelli, padre padrone dell'azienda, ha messo ai posti di comando i suoi parenti più stretti: il figlio, la nipote, più alcuni manager di provata fiducia - malgrado i loro studi si fermino al diploma in ragioneria. Un management inadeguato ad affrontare le sfide che il mercato richiede a Leda. E infatti il gruppo s'indebita. Sempre di più. Non basta falsificare i bilanci, gonfiare le vendite, chiedere appoggio ai politici, accollare il rischio sui risparmiatori attraverso operazioni di finanza creativa sempre più ardite...La voragine è diventata troppo grande e si prepara a inghiottire tutto.

Trailer film Il Gioiellino

In collaborazione con Filmtrailer.com

2 commenti su Il Gioiellino

alelazzari scritto il 11-03-2011 alle 16:24

Votazione:

Altro che Stone!

Penso che Oliver Stone dovrebbe prendere esempio da Andrea Molaioli.

Un film come “il gioiellino” sarebbe una bella lezione per il regista americano su come si affronta un tema scottante come la finanza malata che sta avvelenando l’economia globale. Stone, infatti, sull’argomento è riuscito soltanto a realizzare due filmetti fiacchi e sopravvalutati, pieni di belle macchine e bei vestiti ma privi di spessore.

Molaioli, invece, dopo il convincente “La ragazza del lago”, dirige un film incisivo ed efficace, che riassume bene lo scandalo Parmalat (nel film i nomi dell’azienda e dei personaggi sono inventati ma il riferimento è più che evidente) ed offre un ritratto davvero realistico del mondo dell’imprenditoria italiana, costellata di individui tanto cinici e spregiudicati quanto provinciali ed infantili.

Ottimo anche il cast, soprattutto un bravissimo Remo Girone che, nel ruolo dell’imprenditore, restituisce appieno l’immagine di Calisto Tanzi. Per quanto riguarda invece Toni Servillo, questa è l’ennesima conferma della sua bravura.
 

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Ripley scritto il 13-03-2011 alle 11:44

Votazione:

Un film prezioso

D'accordo su tutta linea con alelazzari ... compresa la frecciata a OliverStone! il film si concentra sui meccanismi perversi, sia economici che umani, che avvelenano l'imprenditoria italiana. Dietro la "Leda" c'è naturalmente Parmalat. Molaioli compie il minimo sforzo di camuffare il nome dell'azienda, per il resto non ci sono praticamente filtri. Ma l'ambizione del film è più grande e non viene disattesa dal risultato.

 

Nonostante la il racconto sia tutto incentrato dentro, intorno e dietro gli uffici della Leda, senza un vero prima o un dopo, senza le conseguenze, gli operai, i piccoli azionisti, i tribunali ecc., il ritratto va oltre il caso specifico. Le figure sono forti, paradigmatiche di una classe dirigente che, a seconda dell'età e delle sperienze, alterna o concentra in sé arrivismo, meglalomania, ottusità, ignoranza. Una totale incapacità di leggere e affrontare i tempi ma anche la malafede di approfittare delle possibilità offerte da un mondo senza regole per trattenere soldi e potere ... salvo poi non avere la "cultura" imprenditoriale per non farsene stritolare. Nell'assoluta indifferenza delle conseguenze sugli altri, con l'unico rammarico di avere perduto "la roba" e la posizione o l'unico pensiero di ricavarci il più possibile. E chi si è visto si è visto.

 

Remo Girone è impressionante, la sua è un'interpretazione misurata e mimetica che sorprende, suscitando sentimenti misti di insofferenza e stupore. Toni Servillo è ancora una volta ingiudicabile tanto è bravo. L'unico limite è che sembra una cosa scontata, facile, naturale ... e invece quanto lavoro e quanta sensibilità ci sono dietro i suoi personaggi. Entrambi restituiscono il ritratto di una mentalità meschina ma anche di un attaccamento al lavoro morboso e insano, che unito alla spregiudicatezza e alla miopia crea dei veri e propri mostri.

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