Habemus Papam

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Un film di Nanni Moretti | Commedia - 2011 - Italia - 102 minuti

Con Nanni Moretti, Michel Piccoli, Jerzy Stuhr, Renato Scarpa, Margherita Buy

Parere a caldo: l'ho appena visto e mi è piaciuto molto, forse il più complesso film di Moretti. Ci sono tutti i suoi topoi e i suoi tic ma mi sembra che l'ombelico si diriga verso un discorso universale: lo smarrimento dell'uomo del duemila in una civiltà senza piu punti di riferimento. Ma molti altri sono gli spunti e le riflessioni che suggerisce. da (continua...) - «alp2000»
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Trama

Il film si apre alla morte del Pontefice e e con il Conclave che deve eleggere un nuovo Papa. Ma il neoeletto (Michel Piccoli) è preda dei dubbi e delle ansie, depresso e timoroso di non essere in grado di assolvere il suo compito. Il Vaticano chiama allora uno psicanalista (Nanni Moretti) perché lo assista e lo aiuti a superare i suoi problemi.

Trailer film Habemus Papam

In collaborazione con Filmtrailer.com

3 commenti su Habemus Papam

alp2000 scritto il 15-04-2011 alle 23:58

Votazione:

Moretti smarrito nella civiltà senza Padri

Parere a caldo: l'ho appena visto e mi è piaciuto molto, forse il più complesso film di Moretti. Ci sono tutti i suoi topoi e i suoi tic ma mi sembra che l'ombelico si diriga verso un discorso universale: lo smarrimento dell'uomo del duemila in una civiltà senza piu punti di riferimento. Ma molti altri sono gli spunti e le riflessioni che suggerisce. da ripensarci, metabolizzare, rivedere. Un Piccoli da gran premio e moltissimi attori teatrali bravissimi

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alelazzari scritto il 20-04-2011 alle 17:06

Votazione:

Non abbiate paura!

“Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l’uomo!” questo diceva Papa Wojtyla all’inizio del suo pontificato. “(l’uomo) è invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione”.
Era il 1978 e Giovanni Paolo II parlava alla gente nella sua prima Omelia. Ma della gente, secondo Nanni Moretti, fanno parte anche i Papi e i Cardinali.

In quest’epoca di grandi incertezze e sconvolgimenti, il regista si rivolge alla Chiesa Cattolica e la esorta ad adeguarsi ai venti di cambiamento. E lo fa con ironia, ma non solo.
Il non-credente (parole sue) Moretti non sconfessa la religione nel suo ruolo di guida spirituale; la sua è una critica forte e diretta ma rispettosa, persino affettuosa.

Nel descrivere la sofferenza e la crisi interiore di un Pontefice neo-eletto (un sublime Michel Piccoli), il suo messaggio al clero è, per l’appunto, “non abbiate paura!”

Non abbiate paura di ammettere dubbi e debolezze, non trinceratevi dietro a quei rituali immutabili che, solo apparentemente, vi forniscono protezione e sicurezza. Mostrate il vostro lato umano celato dietro questo muro d’infallibilità che, giorno dopo giorno, si rivela sempre più fragile.

Moretti ricorre all’allegoria del torneo di pallavolo tra Cardinali per evidenziare come i vertici della Chiesa, nella loro suddivisione etnica, siano uno specchio dell’attuale geopolitica internazionale (l’Europa A e l’Europa B, il Sudamerica come forza emergente, l’Oceania che non conta nulla). È un momento surreale tipico del cinema del regista, durante il quale si propongono alcune riflessioni sull’uomo (la “terribile bellezza del Darwinismo”) che, però, quale che avesse potuto esserne l’esito, vengono interrotte dalla necessità di prendere una decisione che sblocchi il problema dell’assenza del Papa.

Il Papa visto come un attore, reclamato dal suo pubblico laico ma anche da quello ecclesiastico. Reclamato dalla gente che ha bisogno di una guida. Ed il dramma, per il neo-Pontefice, sta proprio in questo: “non sono io la guida che cercate”.

Un film straordinario, che lascia scossi ed in preda ad un senso di vuoto, ma senza il pessimismo e la rassegnazione di “la Messa è finita”. Qui il vuoto è “buono e giusto”; la necessità di fare il vuoto è propria di questi nostri giorni. Il coraggio di lasciarsi alle spalle parole e concetti ormai stantii, per costruire finalmente un futuro degno di questo nome, va trovato con serenità. Con onestà e coerenza nei confronti di noi stessi e di chi a noi si affida.

Senza avere paura…
 

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ripley scritto il 28-05-2011 alle 23:49

Votazione:

Moretti ci crede

Molti amici che l'hanno visto prima di me mi dicevano: "Non sembra nemmeno un film di Moretti" ... e invece a parer mio qui c'è uno dei migliori Moretti di sempre. Già con il Caimano avevo notato una nuova profondità tutta umana nell'affrontare un tema "politico-sociale". Qui Moretti rischia grosso in partenza e centra un film sensibile, leggero nel senso migliore del termine eppure denso, stratificato e libero.

 

Moretti è ironico con se stesso e i suoi tic mentre riserva uno sguardo rispettoso ma profondo al suo protagonista e alla Chiesa tutta. Sa colpire cuore e intelligenza di atei e credenti questo Papa così umano, che sognava di fare l'attore e viene reclamato a forza per una parte non sua. Non è questione di fede (il neo Pontefice non la mette in discussione), semplicemente di umiltà, consapevolezza e, in fondo a tutto, il coraggio delle proprie paure.

 

In un'epoca in cui nessuno si sente inadeguato alla carica che gli viene offerta, il paradosso è quello di un Pontefice che vede i bisogni della Chiesa moderna con la sensibilità per essere il Papa "giusto", ma proprio in virtù di questa sensibilità rinuncia. Laciandoci in bilico tra la speranza di un cambiamento e la difficoltà del reale, senza attaccare o giudicare. E con il pregio impagabile di farci sorridere.

 

Michel Piccoli è mostruosamente bravo, commovente e ironico. Moretti trova nel grande attore francese l'espressione in carne e anima della sua cifra leggera, complessa, umanissima dietro un raffinato sorriso.

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