



(4.5 stelline da 9 voti)
Un film di Clint Eastwood | Azione, Drammatico - 2008 - Stati Uniti - 116 minuti - [sito ufficiale]
Con Clint Eastwood, Cory Hardrict, John Carroll Lynch, Geraldine Hughes, Christopher Carley, Bee Vang, Ahney Her
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Trama
Walt Kowalski (Clint Eastwood) è un reduce della guerra di Corea, di carattere burbero e spavaldo, prova una grande passione per la propria Ford Torino, modello classico del 1972, custodita in garage. Walt non mostra pudore nel manifestare il proprio sentimento anticoreano, nato durante la sua campagna in Corea, quando vide morire suoi amici per mano dei nemici.A peggiorare la situazione, il quartiere da lui abitato negli ultimi anni è diventato il principale centro suburbano della comunità coreana, e le bande giovanili danno molto fastidio a Walt. Anche se frustrati e maltrattati da Kowalski, i coreani aiuteranno l'uomo a risolvere i problemi personali che tiene con la famiglia, per diventare amici e aiutarlo a ripudiare il razzismo.
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Il testamento di Clint Eastwood attore, un punto d'arrivo definitivo per il Clint regista e tutta la sua filmografia, che lo consacra come l'erede di John Ford e del grande cinema americano classico. Come sempre limpido e lineare, il suo sguardo sa però sprofondare nel cuore nero dell'America e commuoversi/ci rotolando fuori dalle mani di un vecchio nella splendida sequenza finale. I grandi temi del suo cinema ritornano carichi di tutto quello che hanno già dato nei film precedenti e si compongono in un'opera stupefacente per semplicità, profondità e malinconico, divertito romanticismo: la paternità negata e ritrovata là dove meno te l'aspetti; "il duro" che scioglie il suo nodo interiore di pregiudizio e violenza lasciandosi incontrare dal "nemico" e in questo modo riconciliandosi con se stesso; il cavaliere solitario che nella nella sua vita ruvida trova spazio per un momento di umanità e affronta da solo l'ultima sfida; la vecchiaia, la malattia, la stanchezza alla fine della della vita; l'ironia amara e il feroce, virile romanticismo dell'ultimo grande cowboy, lontano da ogni retorica. Clint sa restituire tutto con pochi tratti essenzali e decisi. Apparentemente leggero e divertito, capace perfino di far ridere, gioca con i clichés del suo cinema e dei suoi personaggi per scavare nell'anima di quell'americano che in questi anni ha ritratto, "usando" il suo corpo inveccchiato, la sua storia di autore e i suoi maestri di cinema. Così ti prende quasi a tradimento il carico drammatico ed emotivo che Clint pone nell'ultima parte del film. Si esce dalla sala con una commozione in gola profonda e inaspettata. Uno struggimento senza sentimentalismi che non rattrista né deprime, ma resta dentro come una canzone accennata con voce roca sui titoli di coda, e non te ne vuoi più liberare. Ancora scioglie qualcosa in fondo se ci ripenso ...
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Eh sì... Sono sempre più convinto che Clint eastwood non sbagli un colpo... Film che vi lascia incollati allo schermo per la tensione continua che trasmette... Forse a tratti un pochino lento nella narrazione, ma in compesso un gran film.