Finalmente domenica!

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Un film di François Truffaut | Commedia - 1983 - Francia - 111 minuti

Con Fanny Ardant, Jean-Louis Trintignant, Jean-Pierre Kalfon, Philippe Laudenbach, Philippe Morier-Genoud, Xavier Saint-Macary, Jean-Louis Richard, Caroline Sihol, Anik Belaubre, Yann Dedet

Avrò avuto 12/13 anni quando ho visto in televisione questo che è l'ultimo film di Truffaut. I miei genitori cercavano di mandarmi a letto perché (così pensavano loro) mi avrebbe annoiato di certo. Ricordo ancor oggi il piacere di quella visione, che per anni mi ha lasciato il sapore della suspence e del gioco a due tra i protagonisti. E per anni, impressa negli (continua...) - «Ripley»
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Trama

La bella e innamorata segretaria Barbara viene in aiuto dell'agente immobiliare Julien Vercel, ingiustamente incolpato di un duplice omicidio.

2 commenti su Finalmente domenica!

Ripley scritto il 28-11-2010 alle 0:52

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Finalmente Truffaut!

Avrò avuto 12/13 anni quando ho visto in televisione questo che è l'ultimo film di Truffaut. I miei genitori cercavano di mandarmi a letto perché (così pensavano loro) mi avrebbe annoiato di certo. Ricordo ancor oggi il piacere di quella visione, che per anni mi ha lasciato il sapore della suspence e del gioco a due tra i protagonisti. E per anni, impressa negli occhi e nella memoria, l'mmagine delle gambe di Fanny Ardant: viste con gli occhi di Jean-Louis Trintignant nascosto nel seminterrato, che passavano rapide sotto l'impermeabile, davanti ai vetri delle finestre a livello strada. Come una saluto e una promessa di ritorno.

 

Non conoscevo il titolo del film, i miei non se lo ricordavano e così per molto tempo è rimasto un introvabile nei miei ricordi confusi di ragazzina. Poi è arrivata la passione per il cinema, l'incontro inevitabile e più consapevole con Truffaut, il sospetto che potesse essere suo ... il piacere prolungato dal tempo trascorso di ritrovarlo con tutto quello che avevo imparato e scoperto negli anni.

 

Come capire che la tensione che mi aveva presa aveva i caratteri del thriller erotico-sentimentale alla Hitchcock che mi era sempre piaciuto e che Truffaut volontariamente omaggia nella sua adorazione per il maestro. E ancora tutto il suo amore per il cinema, il racconto per immagini e la sua compagna di vita profuso nei primi piani della Ardant ... la sua ossessione per le gambe delle donne ("dei compassi che misurano il globo terrestre in tutte le direzioni, donandogli il suo equilibrio e la sua armonia") ... la sua sconfinata cultura cinematografica, la passione ancora pura per questo mezzo, la sensualità, l'ironia elegante.

 

In una serata come questa, dopo una giornata come questa, è il film a cui torno per riconciliarmi con il mondo e riscoprire il piacere (scusate il bisticcio) di ciò che mi piace, che mi appartiene e mi riporta a quello che sono. Fin da allora e ancora oggi.

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alelazzari scritto il 07-02-2011 alle 19:04

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Il regista che amava le donne...

Condivido decisamente l'entusiasmo di Ripley e non saprei davvero cosa aggiungere a quanto già scritto da lei.

 

Dico solo che ho trovato proprio toccante l'amore del regista non solo per il cinema ma anche per la sua Fanny Ardant, lasciata qui libera di far esplodere tutta la naturalezza della sua ironia e del suo fascino.

Prova ne sia la scena in teatro, quando l'attricetta con cui vorrebbero sostituirla mostra di non possedere nemmeno un centesimo del suo talento... Un modo per dire che lei è lei; una dichiarazione esplicita di quanto grande e insostituibile Truffaut la considerasse come attrice, oltre che come donna...

 

Straordinario...

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Nella cineteca di 2 persone

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